Trote di mare in Danimarca

- Categoria: Lago

di Jonas

Sarà la voglia di uscire un po’ dal nostro Cantone, sarà la voglia di trote, sarà la voglia di mare, sarà quel che sarà, di sicuro c’è che sto facendo il terzo viaggio di pesca in meno di quattro mesi. Questa volta più vicino e più breve rispetto agli ultimi, ma mi aspettano comunque quattro giorni pieni di pesca in Danimarca.

L’obiettivo principale saranno le trote di mare, un pesce che sogno fin da bambino, quando in un libro che mostrava gli abitanti del mare l’avevo trovato e ne ero rimasto affascinato. Una trota, il pesce che da sempre vedevo uscire dai nostri fiumi, laghetti e riali, che vive nel mare? Ebbene sì, pare che esistano veramente e le sto andando a insidiare!

Partenza con il soci lunedì pomeriggio, volo in serata, auto a noleggio e via in direzione del Denmark Fishing Lodge (scusate il momento pubblicitario ma mi pareva doveroso visto che il proprietario, il buon Omar, mi ha offerto un soggiorno gratis in cambio...si scherza), posto davvero molto bello, accogliente, cibo da ottimo a delizioso, si sta da veri signori insomma. 

Scaricate armi, o meglio canne, e bagagli si cerca di dormire anche se come sempre l’agitazione per l’imminente primo giorno di pesca rende l’impresa piuttosto ardua. Il mattino infatti siamo in piedi ben prima della colazione a cercare di smorzare la tensione non si sa bene come. Ci vengono consigliati un paio di spot e siamo pronti e carichi come molle!

Dopo un breve spostamento in auto siamo sul primo spot, una baia riparata dal vento, che soffia con una bella insistenza da ovest. Primi lanci in acqua molto bassa, poi cominciamo ad entrare in acqua e guadagnare qualche centimetro di fondo, ma il fondale scende davvero molto lentamente, entriamo per una cinquantina di metri e arriviamo ad avere l’acqua a metà coscia, ci hanno detto di continuare a camminare e così facciamo, lancio, un paio di passi, lancio, altri passi, lancio, mangiata! C’è! Ma si slama subito, c’è del pesce quindi oltre alle meduse rosa che ci nuotano accanto, perché nuotano le meduse vero? Nei minuti che seguono abbiamo qualche segno di attività, ma i pesci sembrano mangiare non troppo convinti, non rimangono allamati o si slamano in fretta. Sarà passata una mezz’oretta quando una mangiata un po’ più decisa delle altre viene a bussare al mio ondulantino (un Cervin della stucki). Ferro e c’è! Si esibisce in un paio di salti acrobatici poi mi viene incontro, quando mi è vicina prova nuovamente a liberarsi saltando e dimenandosi in superficie ma riesco a guadinarla. La mia prima trota di mare! Non è certo un esemplare di quelli da foto ricordo, ma è la prima, sono emozioni! Me la guardo per un attimo mentre riposa, o meglio continua a dimenarsi, nel guadino, poi via libera e io di nuovo a lanciare. 

Resterà la sola trota a guadino per un po’, infatti l’attività sembra calmarsi per un’oretta abbondante, la famosa quiete prima della tempesta, si perché poi le trote ricominciano ad abboccare e stavolta sembrano non fermarsi più, ogni posto in cui andiamo sembrano esserci pesci attivi, prendiamo e perdiamo tante trote, di taglia piuttosto ridotta ma è un gran divertimento! Mai mi sarei aspettato di trovare una situazione simile e infatti pare non capiti spesso, anzi! A metà pomeriggio ho perso il conto dei pesci presi e ora ho in mente solo una cosa, voglio prenderne almeno una un po’ più grandina entro sera! Dopo una lunga sponda con vento laterale arriviamo in un’ansa con mare quasi piatto, vedo un pesce in superficie, lancio qualche metro avanti, pochi giri di mulinello e sento una stoppata diversa dalle altre, più pesante e decisa, ferro e subito sento la differenza, è un bel pesce! Canna bassa per evitare che il pesce salti più di quello che già sta facendo e pian piano recupero metri. Arriva vicina, lotta parecchio, sfrutto un momento in cui si calma leggermente e la trascino nel guadino, è fatta! Non è la trota della vita ma è decisamente un’altra taglia rispetto alla media del giorno, ha una testa piuttosto piccola per me che sono abituato alle fario di riale, ma il giallognolo della pancia un po’ me le ricorda, anche se non ha quasi puntini rotondi sul corpo ma più macchie dalle varie forme, una bella livrea! Una coda perfetta completa la mia prima trota di mare di buona taglia, che dire, sono felice!

La serata si concluderà con altre catture e con un bel pesce anche per il soci proprio all’ultimo lancio!

Rientriamo per cena piuttosto euforici, la stanchezza la lasciamo agli altri nonostante i chilometri percorsi con le gambe in acqua. Infatti il mattino dopo sveglia presto per una pescatina prima di colazione. Non si rivelerà l’ora più emozionante a livello di catture, ma vi dirò che solo vedere un’alba del genere ha ripagato la “levataccia”. Mare calmo e cielo sgombro da qualsiasi nuvola, uno spettacolo!

Rientriamo per una colazione al volo e poi via verso nuovi spot. Troviamo un livello dell’acqua incredibilmente alto, alcune stradine normalmente mezzo metro abbondante sopra il livello del mare oggi sono sommerse da una ventina di centimetri di acqua salata, fatto bizzarro che ci confermeranno poi essere piuttosto insolito, succede massimo un paio di volte l’anno insomma. Non è certo questo a fermarci, lanciamo come dei matti per tutta la mattina, dopo un inizio folgorante con i primi dieci minuti passati a lanciare su di un gruppo di trote in piena attività,  non troviamo la stessa attività del primo giorno ma i pesci non mancano di certo, a frequenze piuttosto regolari qualche trotella viene a trovarci, l’argento vivo si alterna a qualche riflesso dorato, questi pesci son proprio belli! 

Nel pomeriggio decidiamo di tornare in un punto dove la mattina prima abbiamo visto dei bei pesci, tra cui uno davvero grosso che mi ha attaccato una trotella che stavo recuperando. Trovare lo spot con quasi un metro in più d’acqua è strano ma ci sto credendo parecchio! Voglio aumentare nuovamente taglia, punto al mezzo metro!

Sto lanciando da qualche minuto senza grossi risultati, poi lancio quasi parallelo alla riva, inizio a recuperare e dopo qualche giro di mulinello arriva la giusta mangiata. Sento subito che si tratta di lei, poi la vedo dimenarsi sotto il pelo della superficie, si avvicina piuttosto in fretta ma è proprio quando è vicina che inizia poi la vera lotta, prima mi gira attorno, poi cerca addirittura di infilarsi tra le mie gambe, provo a guadinarla un paio di volte ma senza successo, nel frattempo arretro fino alla riva erbosa, ancora un paio di brevi fughe ma riesco a indirizzarla verso riva dove entra infine nel guadino. Che bel pesce! Sono euforico, l’ho voluto ed è arrivato. È davvero stupendo, dei riflessi dorati pazzeschi, soprattutto la testa e le pinne pettorali sono di un giallo-oro che ricorderò a lungo. Il corpo è più chiaro e leggermente tendente all’argento, uno gioia per i miei occhi. Qualche scatto e ovviamente il pesce torna in libertà, vederlo scodare via lentamente mi riempie di gioia, mi fa apprezzare forse ancora di più la cattura. 

Nelle ultime ore della giornata decidiamo di esplorare un nuovo tratto che ci riporterà vicini a dove abbiamo lasciato l’auto. Dopo un momento senza particolare attività nell’ultima ora qualche pesce torna a trovarci e anche di una discreta taglia. Gli ultimi minuti di luce ci regalano un tramonto da favola, sembra di lanciare verso un cielo infuocato, in uno degli ultimissimi lanci ho una bella mangiata ma la trota che mi avrebbe regalato una foto da cartolina con quello sfondo, decide di non rimanere allamata, piccola delusione al termine di un’altra giornata pazzesca. 

Il terzo giorno sarà diviso in due parti, passiamo la mattinata a caccia di altre trote, slamo la più bella nei primi minuti a pochi centimetri dal guadino, prendiamo qualche pesce e tanto vento.

Poi dopo pranzo si cambia, laghetto a lucci e persici! La location è spettacolare, promette pesci ogni metro cubo d’acqua. Barchetta e via alla ricerca di qualche pesce. L’inizio è di quelli esaltanti, al secondo lancio proprio quando l’esca si trova sotto la barca un bel luccio arriva dal nulla ad attaccare! Non ero per nulla pronto, ferro malamente e il pesce si slama piuttosto in fretta. Come i pescatori ben sapranno iniziare subito bene spesso non porta benissimo, infatti poi non si rivelerà un pomeriggio facilissimo. I lucci per lo meno non sembrano essere nel loro momento di maggiore attività. Riusciamo a fregarne un paio, non enormi ma l’importante era vederne uno e ci riusciamo! I persici invece si dimostrano aggressivi e di bella taglia, col senno di poi peccato averci dedicato solo pochi lanci! Sicuramente esperienza da riprovare in futuro.

Dopo l’ennesima ottima cena c’è da programmare l’ultima giornata! Grazie ai consigli di Omar e a quel poco di esperienza fatta nei giorni precedenti ci facciamo un piccolo piano per andare a tentare l’ultimo assalto alla trotona di mare.

Le condizioni non sembrano male, parecchie nuvole, un po’ di vento, pare promettere bene. L’inizio però è difficile, i pesci non collaborano, abbiamo qualche mangiata per lo più timida e lontana da riva. Poi proprio prima di lasciare il primo spot vediamo un bel pesce fare un paio di apparizioni in superficie, non mangerà le nostre esche nonostante i parecchi lanci con varie angolazioni, ma mi carica!

Arrivati sul secondo spot della giornata ci credo! Monto fiducioso un bel Vagabond e inizio a lanciare durissimo. Nei primi lanci prendo parecchie.. alghe! Ma è quello che serve quando si pescano le trote di mare quindi continuo a crederci! Sto lanciando da neanche tanto a dire il vero quando giusto prima di entrare nella fascia di alghe sento un colpo che mi pare proprio quello di un pesce, jerkata e l’esca mi finisce nelle alghe, altra jerkata bella secca per liberarmi dalle alghe, arriva la stoppata! Ferro e vedo subito una bella sagoma scuotersi tra le alghe con la mia esca per metà in bocca. La forzo e cerco di tenerla in superficie per non farla infilare tra le numerose piante acquatiche e rocce presenti sottoriva, riesco nell’impresa e a breve è a guadino, altra bellissima trota. Non il mostro sognato ma non ci si può mica sempre lamentare! Sono contento e mi godo un’altra stupenda cattura! Corpo lungo e snello, livrea argentata leggermente tendente al marrone, colore che assumono per l’imminente frega. Voglio riprendere con un video il rilascio ma schiaccio per sbaglio la sezione foto e non faccio a tempo a cambiare che già il pesce è schizzato via, hanno una voglia matta di tornare liberi questi pesci, comprensibile forse.

Il pomeriggio lo passo con una grande serenità in corpo. Le trote sono piuttosto ferme ma vi dirò che va bene così. Sono in pace con me stesso, nemmeno il breve momento di pioggia mi turba. Poi verso sera ecco tornarmi la frenesia. Torniamo nello spot migliore per noi in questi giorni per l’ultima ora e torno a voler prendere qualcosa, voglio la mia ultima trota di mare! L’attesa non è lunghissima, le trote tornano attive e a breve una bella trotella è nel mio guadino, scatto quella che potrebbe essere la mia ultima foto della vacanza, in realtà poco dopo prendo un altro pesce e poi un altro ancora! Sono in un momento fortunato, credo ancora nella botta finale. E una bella botta arriva ma quello che poteva essere un bel pesce non rimane allamato, forse non era il mio momento, forse non era così grossa(questo è quello che dentro di me spero). Siamo alle ultime luci, cambio colore, passo al firetiger, colore in cui credo particolarmente quando la luce scarseggia. Primo lancio e subito sento una mangiata, secondo lancio e prendo la trota più piccola di tutto il viaggio, non posso finire con un pesce così, lancio e rilancio alla ricerca di un ultimo bel pesce, perdo una, poi due, tre mangiate in pochi lanci, poi finalmente arriva, a pochi metri da me una bella stoppata, breve combattimento e non so esattamente come visto che praticamente sono in mezzo all’acqua al buio riesco a guadinare la mia ultima trota di mare di questo viaggio! Non la misura ma la stimo molto vicina ai 40 centimetri, una taglia che in questi giorni è stata difficile da raggiungere e superare. Un pesce sopra la media insomma, non potevo chiedere una fine migliore, sarebbe stato chiedere troppo. 

Che dire di questa esperienza? Da rifare sicuramente, è una pesca particolare, certamente dura nei momenti di poca attività, ma molto affascinante, direi unica. Da provare anche solo per il paesaggio e l’atmosfera. 

Danimarca, ci rivedremo presto, trote di mare attente a voi!

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