La migliore trota di inizio stagione

- Categoria: Laghetti Alpini

di Arno

Non è stato un inizio di stagione alla trota molto facile. Poca acqua, poca pioggia, poco "tempo da trota" insomma. Eppure almeno una bella sorpresa mi è stata regalata da uno dei nostri laghetti sotto i 1200 metri di altitudine. 

Dallo scorso anno mi sono messo in testa di volere insistere un po' di più con le esche dure, lasciando un po' le morbide a riposare in scatola. Ho quindi accettato di prendere qualche cappotto in più, ma di insistere sui pesci potenzialmente di taglia. Anche se poi su jerk di 10 cm si buttano anche trotelle appena di misura...ma quello è un altro discorso. 

Ebbene, dopo un paio di uscite senza grossi risultati, sono capitato in una serata meteorologicamente ideale, una di quelle con l'elettricità nell'aria. Arrivo sul posto alle 1800 e dopo nemmeno un quarto d'ora allamo quella che sembra essere una bella trota. Il combattimento dura meno di 20 secondi, finché l'esca si stacca dalla bocca del pesce e torna tra le mie candide manine. Vabeh, è ancora presto, qualcosa può ancora capitare. Ma spesso in questi casi si ha la sensazione di avere perso l'unica occasione. 

Continuo imperterrito a martellare, ma fino alle 2000 non capita più nulla. Poi a pochi metri da riva vedo una panciata bianca in profondità, sulla mia esca. Il filo si tende e la canna si piega. Una bella trota, di nuovo. Penso già al guadino, ma anche in questo caso la lotta dura poco e ad avere la meglio è di nuovo il pesce. Inizio a credere che non sia la mia giornata. 

Poi, un minuto prima dello scadere dell'orario di pesca permesso, a pochi centimetri da riva vedo una trota in grandissima forma interessata alla mia esca. La fermo (l'esca), la muovo a piccoli strappi per evitare di trovarmela fuori dall'acqua, e BAM...l'attacco, la ferrata, lo stress di avere un pesce pieno di energia sotto riva mentre agguanto la guada e via. Nonostante la paura di perdere nuovamente la cattura, la Fario entra nella rete ed è al sicuro. Nella foto ho nascosto la mia faccia, perché una cascata di lacrime rigava il mio viso...lacrime di gioia ovviamente (quest'ultima parte non è vera, ma ci stava bene :) ). 

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