Finlandia, notti bianche e grosse trote
Ci sono davvero poche cose per le quali accetto, sebbene con qualche riserva, di saltare delle aperture come quella del lucioperca e soprattutto quella della trota nei laghetti alpini. Una di queste è…andare a pesca da un’altra parte. E in questo caso la prima settimana di giugno l’ho passata nella Finlandia Centrale, tre orette e passa di auto da Helsinki con l’idea di inseguire le Fario del sistema di rapide del Konnevesi. Viene ritenuta una delle zone migliori in Europa per la pesca delle trote, grazie all’enorme quantità di pesce foraggio presente nei laghi che permette a questi predatori di raggiungere dimensioni importanti. A giugno inizia il picco di attività nelle rapide, quando banchi di alborelle baltiche e piccoli coregoni chiamati Muikku attraversano le correnti scatenando le trote, che aspettano nella vena principale o al riparo di qualche sasso il loro passaggio. Per poi lanciarsi in evoluzioni acrobatiche durante la caccia. Impossibile non notare gli spettacolari salti e piroette fuori dall’acqua. Noi ci siamo presentati sulle rive dei corsi d’acqua a inizio stagione, quando l’attività non è ancora regolare, e quindi abbiamo vissuto solo in parte il delirio trotesco. Ma tanto è bastato.
Ci sono diverse particolarità che contraddistinguono la pesca in questo luogo: prima di tutto, si pesca solo a mosca, per ragioni di conservazione della specie (questa disciplina viene ritenuta meno invasiva di altre, e si pesca con amo singolo senza ardiglione). Inoltre, è vietato trattenere le trote selvatiche, con multe che superano i 2500 euro. Poi, molto importante, si pesca di notte. Vero che in questo periodo il buio dura un’oretta, dopo la mezzanotte, e la luce perenne aiuta a non addormentarsi, ma comunque si esce verso le 19h00, si pesca un po’ a mosca secca per trovare le trote che si cibano di insetti in superficie, e in seguito inizia l’attesa delle cacciate. Nel nostro caso, questo avveniva dopo le 23h00, se avveniva. A quel punto, si innesca una Jarpa (imitazione di un pesciolino di 15-20 cm), meglio se nera, e si inizia a cercare di raggiungere il pesce. Spesso guadando buona parte delle rapide. La mangiata, normalmente accompagnata da uno spettacolare salto, ti risveglia più di una tripla infusione di mate e devi essere pronto a ferrare. Ma siamo lì per quello. Partono le scariche di adrenalina, si cerca di non fare infilare il pesce tra le rocce o di farlo scendere con la corrente. Impresa non facile perché comunque sono salmonidi di dimensioni tra i 50 e i 70 cm, grassi, sani e con grande energia. La soddisfazione di prenderli a guadino la capiscono soprattutto i pescatori, ma è facilmente intuibile. Le poche occasioni che ci sono capitate (spesso una per notte) ci hanno messi in condizione di non poter sbagliare. Ma è questo che rende questa pesca affascinante. Un errore e il pesce si slama. A volte anche senza errori il pesce si slama. Roba da mettersi le mani nei capelli.
Finita la nottata, intorno alle 04h00 del mattino, rientro al lodge, dormitina di tre o quattro orette, e poi via. Ognuno verso le proprie attività preferite: alcuni in sauna, altri a pesca. Nei laghi, infatti, vive una quantità non indifferente di lucci, persici e lucioperca, quindi difficile stare a riposare. Insomma, decine di ore di pesca e una manciata di ore di sonno. Chi ce lo fa fare? Ottima domanda. La risposta la si trova nei giorni successivi al rientro, quando si pensa ai tramonti e alle albe (molto ravvicinati invero), alle risate in compagnia, alle persone conosciute, alle birrette bevute in riva al fiume nell’attesa di vedere un pesce…insomma, al vivere che si fa intorno a una passione. Credo di essere fortunato ad avere un’attrazione così viscerale per la pesca (forse la mia compagna un po’ meno), perché mi porta in situazioni e ambienti nei quali difficilmente mi infilerei altrimenti. Una (valida?) scusa per viaggiare, una scusa per stare svegli la notte, una scusa per sentirsi elettrici. Una scusa anche a Vera, che ho nuovamente abbandonato, ma solo fisicamente, per andare a fare due lanci (eheheh).
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